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Negozi online e social network: ritardi e opportunità del digitale

Approfondimento a cura di Reputation Manager, partner di Intesa Sanpaolo Forvalue

Qual è il rapporto tra i negozi italiani e il web? Ad analizzare il rapporto tra i negozi italiani e il web, tra gli altri, è stata Confcommercio: secondo l’ultima analisi – riportata anche su Il Sole 24 Ore – i negozi italiani soffrono ancora un notevole ritardo nello sviluppo di soluzioni digitali.

Qualche dato: solo il 15,6% dei negozi italiani può contare su un sito web realizzato in ottica seo, il 48% ha un sito non ottimizzato, il 36,4% invece non ha una finestra online.

E per quanto riguarda l’utilizzo dei social? Il 46% dei negozi italiani utilizza regolarmente i social, ma solo il 15,5% di essi investe in adv a pagamento. Oltre la metà (53%) non è presente sui social media.

Un altro aspetto di grande interesse è il canale di vendita. Nell’ultimo anno, complice il lockdown e l’epidemia Covid-19, si è assistito a un incremento delle soluzioni di e-commerce. In Italia, nel settore del food e food retail, l’e­-commerce nel 2019 rappresentava il 2%, con la prospettiva di salire al 6% entro i prossimi cinque anni. Quota che è stata raggiunta a fine 2020.

Le vendite online, tuttavia, riguardano ancora soltanto una piccola percentuale dei negozi italiani, il 19%. Tra questi, l’analisi di Confcommercio rileva che solo il 14% sfrutta sia i marketplace esterni (ad esempio: Facebook Marketplace) che il proprio sito web. L’80% predilige ancora il canale fisico.

Eppure Salesforce ha calcolato che i commercianti tradizionali che hanno offerto la possibilità di acquisto online hanno aumentato in media le vendite online del 49% su base annua (+57% fatturato), mentre i rivenditori che non hanno implementato questa modalità hanno registrato una crescita media ridotta, pari al 28% (+34% fatturato).