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L’importanza della web reputation per trovare lavoro

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L’importanza della web reputation per trovare lavoro

Identità digitale, reputazione online, influencer e diritto alla privacy: i nostri consigli pubblicati sul portale del Salone dello studente.

Identità digitale e web reputation

L’identità digitale (ID) è l’insieme degli elementi presenti online identificativi di una persona e che ne compongono l’Io digitale. Comprende la totalità dei contenuti rinvenibili digitando il nominativo: media vari, presenza sui social network, contenuti sui siti, curricula vitae, commenti/post e, infine, dati personali. In base alla loro qualità si avrà un’ ID più positiva o negativa. Nel primo caso gli elementi sono pertinenti, aggiornati e figurano la persona così com’è nella realtà fisica, l’immagine data è positiva. Viceversa, l’ID sarà negativa se i media sono percepiti come ridicoli od obsoleti, se i contenuti testuali sono errati dal punto di vista grammaticale o formale o, ancora, se in rete sono facilmente rinvenibili dati strettamente personali (recapiti telefonici o altri).
Correlata ad essa è la web reputation (WB), la percezione che gli altri utenti online hanno di un individuo in base all’ID. Se l’identità digitale è positiva e forte, la WB sarà positiva e forte.

Reputazione personale e professionale

Oggi grazie all’ID ci è possibile conoscere chiunque virtualmente ancora prima che realmente. Attraverso le informazioni carpite, per esempio interessi e hobby, è come se ci si potesse stringere la mano digitalmente. L’ID quindi è importante perché forma l’opinione altrui e precede la conoscenza. Questa peculiarità fa sì che avere una ID solida e positiva sia essenziale soprattutto in ambito lavorativo. Vari studi hanno evidenziato che i datori di lavoro, prima di colloquiare un potenziale candidato, ne studiano l’ID specialmente sui social, scartandolo nel caso di pubblicazione di foto e video inadeguati e che lo ritraggono in condizioni imbarazzanti. Possono inoltre essere giudicati sia i commenti o post negativi ( per esempio discriminatori nei confronti del proprio lavoro) sia la scarsa capacità di comunicazione.
Allo stesso tempo un’ ID solida è importante per chi, invece, svolge un lavoro social, come gli influencer i quali, al fine di mantenere un certo seguito di follower e di sponsor, valutano attentamente quali contenuti pubblicare e quali messaggi trasmettere ai loro seguaci.

Lavorare con i social: l’influencer

L’influencer è una figura professionale che lavora attraverso i social network, guadagnando con la pubblicità. Le aziende contattano gli influencer che hanno un certo seguito (almeno 10.000 followers) e la cui identità digitale risulta pertinente con i prodotti dell’azienda; per esempio un’azienda di abbigliamento sportivo contatterà persone che pubblicano contenuti inerenti al fitness e che hanno una certa visibilità. L’azienda propone così un contratto in cui viene dichiarata la retribuzione a sponsorizzazione, che può avvenire attraverso foto, video o post. Per un influencer è dunque importante strutturare la propria identità digitale e mantenere una buona web reputation: un’azienda non farebbe mai sponsorizzare il proprio prodotto ad un influencer con una pessima reputazione. L’influencer, dunque, lavora attentamente cercando il giusto compromesso tra contenuti interessanti per i suoi followers ma NON dannosi per la sua reputazione.

La crisi reputazionale

Una crisi reputazionale è un brusco declino della propria web reputation a seguito di un comportamento causato dalla persona stessa nel mondo reale o nel mondo digitale. Un esempio è quello di un famoso Youtuber che pubblicò sul suo canale un video raffigurante persone suicide; YouTube cancellò immediatamente i suoi canali e il ragazzo venne licenziato dal ruolo di attore in un film, perdendo dunque molti guadagni. A ciò si aggiunsero le molteplici critiche ricevute sul web e sui giornali online che riportarono la vicenda: la sua web reputation crollò bruscamente e il ragazzo dovette aspettare qualche anno prima di ricostruire la propria identità digitale. Un altro esempio riguarda una ragazza che si fece suggerire con un auricolare le risposte dell’esame di Stato. Scoperta dalla sicurezza, la vicenda venne riportata su molti giornali online reperibili attraverso la ricerca del nome e cognome della ragazza, rendendo per lei difficile trovare un lavoro.

The right to be let alone

Un’ultima considerazione per un’ID positiva riguarda i dati personali e la loro corretta gestione online al fine di poter conciliare la nostra presenza digitale con il nostro diritto alla privacy, the right to be let alone. È il diritto alla riservatezza della propria vita privata che, traslato sul web, comporta il diritto per l’interessato al controllo e alla diffusione dei propri dati personali.
L’interessato è colui al quale appartengono i dati che, iscrivendosi ad un social network o ad un sito e attraverso l’accettazione dell’informativa sul trattamento dei dati, permette al Titolare del Trattamento dei Dati (TTD) di trattarli e utilizzarli. Ma una volta dato il consenso, l’interessato perde potere sui quei dati? NO, egli ha sempre il diritto di accedere, cancellare e modificarne l’uso da parte del TTD.
La conseguenza è che, quando ci imbattiamo in rete in dati come numero di telefono, recapiti, fotografie, video che ci appartengono o ci ritraggono su siti ai quali non abbiamo prestato il consenso, abbiamo sempre il diritto di chiederne l’immediata rimozione al TTD.