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La svolta di Amazon Go

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La svolta di Amazon Go

Dopo tanto parlare finalmente apre i battenti Amazon Go: il primo supermercato dove si entra, si acquista e si esce, senza mai dover mettere mano al portafogli o doversi fermare in lunghe code alle casse. No, non è la classica leggenda metropolitana, di quelle del tipo “il cibo condiviso sui social è più buono” o “dieci selfie al giorno fanno diminuire le rughe di almeno il 70%”. È tutto vero. Ha aperto a Seattle proprio in questi giorni, dopo 5 anni di test, prove e fallimenti vari.

Come funziona? Basta scaricare l’app di Amazon Go e il gioco è fatto: si entra nel punto vendita, si prendono i generi che interessano e si mettono direttamente in borsa. Sarà direttamente il sofisticato sistema tecnologico, composto da centinaia di piccole telecamere distribuite all’interno dello store, a capire cosa stiamo comprando o quanti di quei deliziosi yogurt al gusto vaniglia abbiamo messo nello zaino. Il grande occhio Amazon osserva tutto ciò che si muove all’interno del supermercato, garantendone scientificamente la sicurezza: rubare non è così semplice quando ogni mossa viene monitorata in tempo reale da un software. Una volta completati gli acquisti il totale della spesa viene addebitato direttamente sul conto virtuale Amazon. Le modalità sono molto simili a quelle online, non esistono né casse né cassieri e non c’è bisogno di avere contante a portata di mano.

Nello store gestito dalle macchine c’è ancora posto per i dipendenti, che hanno il compito di assistere il cliente nella ricerca del prodotti o di verificare che gli articoli siano nel relativo scaffale. C’è poi chi si occupa di sicurezza e chi prepara le varie pietanze nelle cucine.

Il passaggio (o il ritorno) dell’e-commerce al mondo fisico non poteva essere un’operazione neutra. Amazon non è più solo virtuale, ma continua a giocare con le sue regole e probabilmente questo cambierà le regole di tutti.

L’esperimento più importante deI futuristico negozio di Seattle è l’analsi dei Big Data applicata al consumatore nel mondo fisico: le tecniche di analytics normalmente utilizzate per analizzare il comportamento degli utenti on line tracciano ora il comportamento del consumatore mentre fa la spesa in negozio.

Quale sarà a questo punto l’evoluzione delle classiche ricerche di mercato o delle tradizionali tecniche di visual merchandising? I dati forniti dal comportamento in tempo reale di migliaia di clienti ogni giorno potrebbero arrivare a stravolgere delle consolidate certezze. Allo stesso tempo Amazon è in grado di prendere le misure  (in senso matematico) del suo stesso esperimento: l’eliminazione del passaggio alla cassa, con annessa perdita di tempo, fa venire più o meno voglia di comprare al consumatore moderno? Le persone sono pronte a cambiare le loro abitudini di acquisto?

Protagonisti di questa partita insieme ad Amazon sono naturalmente i competitor delle insegne tradizionali, chiamate a fare una profonda riflessione sui loro consumatori e il tipo di esperienza che si aspettano dal supermercato ora che c’è qualcuno che sa quali sono esattamente i loro bisogni e risponde in tempo reale.

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