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Rassegna Stampa

Prima Comunicazione

Sleeping bomb e guerre reputazionali

Siamo abituati a pensare al tempo come sequenziale. Il ritmo della comunicazione scandito da giornali e media. Nell’era digitale questo non è più vero, tutto resta in rete in una sorta di tempo sospeso ed eterno. Esiste sia quello che è stato detto oggi che quello che è stato detto cinque anni fa. Ma in questi cinque anni il mondo è cambiato e quel qualcosa può essere diventato molto inopportuno. Questo tema è di frontiera ed ha impatti enormi. Nel ventunesimo secolo si combatte attraverso i social: colpisci la reputazione del tuo avversario e stai pur certo che le conseguenze non tarderanno ad arrivare.

L’ultimo episodio andato in scena è il boicottaggio cinese contro H&M, Nike e molte altre aziende occidentali. Non nasce dal nulla, ennesimo atto di una partita ad intensità crescente tra USA, UE e Cina. Privacy, TikTok, spionaggio e infrastrutture chiave. C’è la leadership mondiale in gioco. In tutto questo le grandi aziende sono sia asset che delicati bersagli. A scatenare la scintilla non sono state dichiarazioni maldestre dell’ultima ora, prodotti difettosi, campagne di comunicazione sbagliate. Per colpire le aziende occidentali, la Cina ha dissotterrato vecchie dichiarazioni, alcune delle quali rilasciate oltre due anni fa. E questo cambia del tutto le dinamiche.

La rubrica del CEO di Reputation Manager Andrea Barchiesi sul nuovo numero di Prima Comunicazione: