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Sui vaccini i social più favorevoli dei media tradizionali

Con il progredire dei protocolli di vaccinazione nazionali in tutto il mondo e con l’avvio delle esperienze dirette dei cittadini, l’analisi delle conversazioni social e dei contenuti online realizzata da Reputation Science, società leader in Italia nell’analisi e gestione della reputazione, si arricchisce di nuovi trend.

Tra i risultati più evidenti che emergono dall’analisi di circa 215mila contenuti pubblicati tra febbraio e marzo, c’è il nuovo ruolo svolto dai social media nel determinare la reputazione dei vaccini presso gli italiani. Se in passato avevano giocato un ruolo sostanzialmente neutrale, con pesi simili tra contenuti positivi e negativi, adesso i social diventano l’unico canale a influenzare positivamente la reputazione complessiva sui vaccini.

Al contrario, i siti di informazione online, comprese le versioni digitali dei principali quotidiani, hanno canalizzato in modo maggiore le opinioni negative sui vaccini, determinando una decisa flessione della curva reputazionale.

Considerando la categoria dei vaccini nel loro insieme, la variazione della reputazione nel periodo considerato è negativa. La distribuzione delle opinioni sui vaccini rimane invece sostanzialmente invariata, con un 43% dei contenuti che evidenzia un atteggiamento positivo, il 26% con una posizione neutrale, ed il restante 30% un atteggiamento negativo; allo stesso tempo, le posizioni risultano molto più polarizzate rispetto al periodo precedente, come mostra il sensibile aumento dei contenuti molto negativi, che passano da 0,1% a 5,1%.

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Sui vaccini i social più favorevoli dei media tradizionali

Analisi Reputation Science di oltre 215mila contenuti online: crollo della reputazione di AstraZeneca; forte recupero di Pfizer, che tuttavia resta in territorio negativo

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