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Notizie in pillole sul digitale

Usa contro la Russia: «Social e fake news, così ci accusano di aver creato e diffuso il Coronavirus»

Coronavirus, scontro social tra virologi. «A me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri. Questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico», ha scritto su Facebook Maria Rita Gismondo, responsabile del laboratorio del Sacco di Milano. Le ha risposto subito Roberto Burioni, auspicando un po’ di riposo dopo tanto lavoro per «la signora del Sacco» e «signora sostituisce un altro epiteto che mi stava frullando nelle dita». E poi, a catena, molti altri esperti: il virus e le schermaglie tra professionisti corrono (anche) su Twitter.

Filtro famiglia e dialogo con la Polizia postale: le prime mosse di TikTok per aumentare i controlli di sicurezza e provare a sgombrare il campo dalle critiche degli ultimi mesi. L’app, che in Italia cresce del +200% a trimestre, ha messo a punto un filtro per permettere ai genitori di gestire impostazioni e contenuti dei figli minorenni e ha aperto un canale di dialogo con la Polizia postale. Sono le prime mosse messe a punto dal social a livello globale per tutelare i moltissimi utenti minorenni e “ripulire” così la propria reputazione, scrive oggi Il Tempo.

Gli Usa accusano la Russia: disinformazione sul coronavirus. La denuncia viene dal Global Engagement Center del dipartimento di Stato, che ha preparato un rapporto per rivelare i dettagli dell’operazione, modellata su quella condotta nel 2016 per interferire nelle presidenziali. Secondo gli Stati Uniti, la Russia avrebbe lanciato una campagna globale di disinformazione, anche in Italia, per scaricare la colpa dell’epidemia di coronavirus sugli Usa, accusandoli di aver creato questa «arma biologica» per danneggiare la Cina.

La diffusione via WhatsApp a un solo destinatario delle fotografie pornografiche di minori, anche se originate da selfie, è reato. La pronuncia della Cassazione 5522 depositata il 12 febbraio scorso chiude il cerchio sulla divulgazione dei selfie erotici autoprodotti dai minorenni: essa rientra – scrive il Sole 24 Ore –  nell’ipotesi di reato prevista dall’articolo 6oo-ter, comma 4 del Codice penale, che punisce con la reclusione fino a tre anni la cessione, anche a titolo gratuito, di materiale pedopornografico, a prescindere da chi abbia scattato le fotografie.

Il bitcoin ha guadagnato fino al 40% in più dall’inizio dell’anno. A spingere la sua crescita anche le parole di Jerome Powell. «Tutte le grandi banche centrali stanno guardando con interesse alle valute digitali» ha detto il governatore della Fed, confermando che anche gli Stati Uniti stanno valutando l’ipotesi di un dollaro nativo digitale.

«Amazon ritiri i libri nazisti per bambini». Il Fungo velenoso, scritto nel 1938 da un alto dirigente del Partito nazionalsocialista tedesco ed editore violentemente antisemita, era un libro «pedagogico» per sostenere la supremazia della razza ariana. Karen Pollock, che guida l’Holocaust educational trust, associazione inglese che promuove la memoria sulla Shoah, ha chiesto ad Amazon di «fare la cosa giusta e rimuovere immediatamente questo materiale dalla vendita, e rivedere le proprie politiche per evitare che non succeda mai più». Il colosso delle vendite online per ora ha deciso di non sospendere le vendite, scrive il Corriere della Sera.