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Notizie in pillole sul digitale

Un giovane su tre connesso a Internet per almeno 11 ore al giorno. Prima del lockdown solo il 15%

Gli Usa lavorano a una propria rete 5G per mettere fuori gioco i giganti cinesi. Colossi come Microsoft, AT&T e Dell si sono alleati per svilupparlo, senza escludere gli svedesi di Ericsson e i finlandesi di Nokia, che a Washington sono considerati quasi come le compagnie Usa e restano alleati fondamentali. Gli Stati Uniti – scrive oggi La Stampa – puntano soprattutto sul software, con cui sperano di aggirare Huawei e Zte, annullando di fatto il loro primato nel settore dell’hardware.

Un giovane su 3 è iperconnesso tutto il giorno. Il 35% dei ragazzi è online tra le 11 e le 14 ore al giorno: prima del lockdown solo il 15% (meno della metà) sfiorava le 10 ore sul monitor. Sono i numeri raccolti dall’Associazione nazionale per le dipendenze tecnologiche (Di.Te) con skuola.net. L’indagine fotografa la quarantena di oltre 9 mila ragazzi tra gli 11 e i 21 anni. «Già prima si abusava, ora la dipendenza digitale può esplodere», avvisa Giuseppe Lavenia, presidente Di.Te.

Il “business model” del New York Times ha retto all’urto del coronavirus. Da anni – scrive Repubblica – la strategia della più celebre testata giornalistica del mondo è stata di puntare con convinzione sulla crescita degli abbonamenti digitali, a scapito della pubblicità, che ora rappresenta solo un terzo del fatturato. Una scommessa che ha risollevato le sorti del quotidiano e arginato i danni del coronavirus. I dati del primo trimestre 2020: a dispetto del crollo degli introiti pubblicitari, scesi del 15 per cento, il giornale ha superato per la prima volta quota 5 milioni di abbonati digitali (600 mila quelli del 2020).

La quarantena forzata rilancia Ebay. La storica piattaforma ha registrato vendite record grazie al boom del commercio online e a prodotti introvabili altrove. Come il bidet, per il quale le vendite sono salite del +200%, le webcam (+2000%) o le macchine per fare il pane (+800%). Nel primo trimestre 2020, gli acquirenti attivi sulla piattaforma Ebay sono saliti a quota 174 milioni (+2%).

Xiami supera Apple nelle vendite in Italia. La classifica della vendita di smartphone in Italia vede al primo posto la coreana Samsung (38% del mercato, in calo del 24%), quindi Huawei (27% del mercato, in calo del 27%) e infine l’arrampicatrice Xiaomi (arrivata nel nostro Paese nel 2018) con il 16% del mercato e in crescita del 306%. L’americana Apple si deve ora accontentare della quarta posizione con il 5% del mercato (in calo del 70%).