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Notizie in pillole sul digitale

Tornano FaceApp e i dubbi sulla privacy

Il piano del Governo per il digitale. Colmare il divario digitale e rendere Internet accessibile a tutti a un costo contenuto: è uno dei principali obiettivi a cui punta il governo, ha assicurato il premier Conte. A partire – scrive oggi Repubblica – da una rete unica nazionale di fibra ottica, un progetto da avviare già nelle prossime settimane con il contributo di Tim e Open Fiber. Oltre al rafforzamento del piano Cashless attraverso il quale il governo, offrendo un bonus ai consumatori, intende promuovere i pagamenti digitali.

3 milioni al giorno: è questo il numero di contenuti «a rischio» analizzati dai moderatori e dell’intelligenza artificiale di Facebook, che nel primo trimestre dell’anno ha rimosso il 99% dei post pedo-pornografici.

Reddit sperimenta il coprifuoco online. In Irlanda, il social chiuderà di notte (da mezzanote alle otto del mattino) per cercare di arginare i contenuti d’odio che piovono dagli Stati Uniti, scrive Repubblica.

Tornano FaceApp e i dubbi sulla privacy. Da qualche giorno l’app russa diventata virale lo scorso anno è tornata sugli smartphone degli italiani. Stavolta però non invecchia le immagini degli utenti aggiungendo qualche ruga o i capelli bianchi, ma sfrutta la stessa intelligenza artificiale per cambiare sesso. Il Messaggero in edicola ripercorre le polemiche dell’anno scorso, con i dubbi sulla privacy e sul trattamento delle foto scattate dagli utenti.

Il potere del calcio in tv. Durante la finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus, i tifosi si sono riversati in rete per ottenere informazione sulla pubblicità vista in tv, in particolare del settore automotive. A dirlo una ricerca di AvantGrade.com che, analizzando le ricerche Google, ha evidenziato la crescita di interesse intorno alle case automobilistiche che hanno mostrato spot durante la partita.

Lo scherzo dei tiktoker a Trump. Il primo comizio di Donald Trump dopo mesi, organizzato sabato a Tulsa, in Oklahoma, è stato un fallimento nonostante gli organizzatori avessero annunciato «oltre 1 milione di partecipanti». A gonfiare le prenotazioni sono stati migliaia di adolescenti e fan del K-pop che si sono organizzati su TikTok per richiedere un biglietto e non presentarsi, prendendo in giro gli organizzatori. Il Post racconta la vicenda e le ragioni del fallimento.