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Notizie in pillole sul digitale

Mentre i bot tornano a infestare la politica americana, Apple ripensa alla privacy degli utenti e Bezos reagisce alla web tax.

Durante il dibattito di settimana scorsa tra i candidati del partito Democratico americano, è stata rilevata l’azione di un centinaio di account-bot – la cui fonte non è però stata identificata – che hanno spinto l’hashtag #DemDebateSoWhite. Per gli analisti che hanno presentato i risultati, l’intento era quello di accendere il dibattito attorno all’origine etnica di una delle candidate, la senatrice Kamala Harris.

Almeno per ora i contractor esterni di Apple non ascolteranno più le registrazioni delle conversazioni tra gli utenti e Siri. Dopo le polemiche degli scorsi giorni, l’azienda di Cupertino ha infatti deciso di sospende il programma che aveva l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistente vocale: “Tuteliamo la privacy, adesso gli utenti potranno scegliere se partecipare o meno”.

Jeff Bezos è piaciuta ben poco la tassa del 3% imposta dal Governo di Macron ai giganti del web. Per reazione, ha comunicato alle piccole e medie imprese francesi presenti su Amazon l’innalzamento della stessa percentuale delle imposte pagate per usare la sua piattaforma.

Il caso FaceApp ha riaperto il dibattito su riconoscimento facciale, gestione dei dati e uso sociale e politico di questi. Per gli osservatori più pessimisti, crescono i rischi di violazione dei diritti civili legati a una sorveglianza pubblica e costante delle persone. C’è però chi reagisce: Oakland, San Francisco, Somerville hanno vietato l’impiego della tecnologia da parte di enti e agenzie pubbliche. Si tratta però di casi isolati.

Instagram ha deciso di estendere l’esperimento di nascondere i like sotto ai post degli utenti a Canada, Irlanda, Italia, Giappone, Brasile, Australia e Nuova Zelanda. Questi saranno visibili solo all’utente admin dell’account. Obiettivo dichiarato dall’azienda ridurre la dipendenza da like e migliorare il benessere digitale degli utenti.

A 3 anni dall’uscita, Pokemon Go ha raggiunto 1 miliardo di download.

Elon Musk ne è sicuro: entro il 2021 l’uomo tornerà sulla luna. A renderlo possibile sarà uno dei razzi della sua azienda Space X e sarà lui stesso a ripetere quel piccolo passo per l’uomo.

Qual è il legame tra fake news e risultati elettorali? Le bufale diffuse online hanno davvero la capacità di influenzare l’elettorato? Secondo due recenti studi americani – che trovano corrispettivi anche in analisi italiane – questo legame è molto labile perché gli utenti/elettori cercano in rete notizie che confermano convinzioni già acquisite altrove.

Sul fronte del 5G si sta aprendo una lotta tra quanti denunciano i possibili rischi ambientali e sulla salute della nuova tecnologia, e quanti reputano queste posizioni allarmistiche non giustificate.

Il parlamento turco ha approvato la nuova direttiva che garantisce a Rtuk, il network nazionale radiofonico e televisivo, il potere di sorvegliare tutti i contenuti online, comprese le piattaforme di streaming. Senza il via libera di Rtuk nessun fornitore di contenuti, tipo Netflix, avrà la possibilità di pubblicare nel paese.

È il continente che dal 2000 a oggi è cresciuto di più per numero di connessioni a internet (da 4,5 a 525 milioni di utenti); ma, nonostante questa crescita, è il continente con il più basso tasso di penetrazione internet al mondo. In questo modo, l’Africa è diventata terreno di sfida tra Facebook, Google e Huawei che starebbero stanziando miliardi di dollari per la costruzione di una rete di cavi in fibra sottomarini.