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Notizie in pillole sul digitale

L’allarme di Ubik: “Facebook ha oscurato le nostre librerie”

Volkswagen lancia abbonamenti e vendite online. Anche Volkswagen sale sul carro della trasformazione della finanza per l’automotive. Ieri il brand ha annunciato il suo Business Model 2.0, che prevede leasing e vendite online entro fine anno. Si comincia da AutoAbo, un servizio di abbonamenti per duemila ID.3 e ID.4, modelli di punta della gamma elettrica del gruppo di Wolfsburg.

L’allarme di Ubik: “Facebook ha oscurato le nostre librerie”. L’allarme è arrivato da Ubik: in agosto Facebook ha oscurato dodici pagine di altrettante librerie della catena. Tutto è partito da una fotografia pubblicata dal punto vendita di Legnano (Milano). Il soggetto ritratto era una parete di libri, uno dei quali con un nudo artistico di Helmut Newton in copertina. Facebook, a quel punto, avrebbe applicato la sua regola che vieta nudi o attività sessuali ­ l’arte costituisce un’eccezione, ma non nel caso delle foto che sono considerate più difficili da interpretare di disegni, dipinti e sculture ­ e ha oscurato la pagina. Non è finita qui: Ubik segnala che “nel giro di pochi giorni il social” ha cominciato “a oscurare arbitrariamente le pagine di altre librerie che non hanno commesso alcuna violazione, ma sono semplicemente ree di avere contenuti simili alla pagina bloccata”.

Stretta del Viminale sui violenti: ipotesi arresti. È stata aperta un’inchiesta dalla procura di Torino che interessa il canale Telegram «Basta dittatura» che conta oltre 42mila iscritti. La Polizia postale è già al lavoro per assicurare alla giustizia i responsabili dei reati configurati, ovvero istigazione a delinquere aggravata dall’odio, con lo scopo di commettere delitti di terrorismo, e utilizzo di strumenti informatici e telematici per la diffusione di illeciti su larga scala. Reati che potrebbero configurare con le aggravanti del caso, portando anche all’arresto. Per ora il fascicolo è stato aperto contro ignoti, ma gli inquirenti si stanno già avvicinando all’individuazione dei responsabili della diffusione dei numeri di telefono di politici, virologi, giornalisti, professori universitari e artisti pro vaccino. Anche chi ha commentato minacciando o manifestando la volontà di commettere reati rischia denunce o guai giudiziari.

Generazione ‘mute’, i giovani non usano più suonerie. I giovani oramai snobbano le suonerie dei cellulari che finiranno per essere appannaggio degli utenti più anziani. Secondo i dati della società di analisi Sensor Tower le installazioni di app relative alle suonerie sono passate dai 4,6 milioni del 2016 ai 3,7 milioni del 2020. L’indagine è stata svolta nel Regno Unito e il calo è imputabile alle abitudini degli utenti più giovani che oramai preferiscono la chat alle telefonate. Meglio ancora se lo scambio di messaggi avviene nel silenzio o al limite ricorrendo alla vibrazione. Una precedente ricerca di Ofcom ha scoperto che i ragazzi di età compresa tra i 16 e i 24 anni – etichettata come “generazione mute” – preferiscono i messaggi alle telefonate.