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Notizie in pillole sul digitale

L’affondo di Facebook contro Apple sulle commissioni dello store

Se i genitori litigano, sul post decide il figlio. Lo ha stabilito il Tribunale di Chieti con la sentenza 403 pubblicata lo scorso 21 luglio, che ha affidato al figlio di 17 anni la possibilità di negare il consenso a mamma e papà per la pubblicazione delle proprie fotografie online. La questione nasce dalla causa di divorzio dei genitori in cui entrambi lamentavano la pubblicazione di fotografie “inopportune” del figlio sui rispettivi profili social. Le immagini postate sarebbero state infatti lesive per il figlio e per questo entrambi i genitori chiedevano al giudice l’ordine di rimozione.

Dopo TikTok Trump stringe sui cinesi di Alibaba. Il presidente degli Stati Uniti ha avvertito che potrebbe fare pressione su altre società cinesi, come il gigante dell’e­commerce Alibaba, dopo aver ordinato ai proprietari della app TikTok di vendere le loro attività negli Stati Uniti. «Sì stiamo considerando altre cose, è vero» ha risposto Trump in conferenza stampa al giornalista che gli chiedeva se la Casa Bianca valutasse nuovi bandi ad aziende cinesi nel Paese.

L’affondo di Facebook contro Apple sulle commissioni dello store. Trova nuovi adepti la crociata iniziata da Epic Games, lo sviluppatore di Fortnite, contro Apple in merito alla percentuale trattenuta dal gigante della Silicon Valley sulle transazioni nel negozio digitale. Secondo la società di Mark Zuckerberg il 30% di “tassa” imposto da App Store è troppo e si studiano soluzioni alternative.

La corsa degli anti-TikTok. La possibile estromissione dell’app dagli Usa fa gola a molti competitor: non c’è solo Reels di Instagram, la nuova funzionalità lanciata da Zuckerberg anche in Italia, ma almeno altri 3 concorrenti validi. Secondo il Mit Technology Review, ci sono anche Triller, il più agguerrito, e gli outsider Byte e Clash, nati entrambi dall’esperienza di Vine, la piattaforma video di Twitter chiusa nel 2016.

«Il gemello digitale ci aiuterà guidando le nostre scelte». Guru dell’era digitale, erede intellettuale di Marshall McLuhan, il professore Derrick de Kerckhove è considerato uno dei massimi esperti internazionali sui mezzi di comunicazione di massa e della tecnologia digitale. Nel suo ultimo libro parla di gemello digitale: di cosa si tratta? «È la tappa successiva al PDA ma anziché servire Bezos, si occuperà dei nostri bisogni. Sarà un software che potrà essere uplodato nel nostro smartphone, direttamente connesso alla nostra esperienza fisica e digitale. Saprà cosa abbiamo fatto, come stiamo, cosa abbiamo comprato, ci permetterà di fare anamnesi mediche scrupolose e presto leggerà, in tempo reale, i nostri stessi pensieri, anticipando le nostre mosse. Un domani, con tutti questi dati, sarà in grado di guidare le nostre scelte di vita, nel mondo del lavoro e in quello degli affetti».

È sempre più difficile scoprire musica che non conosciamo. Gli algoritmi che regolano il funzionamento delle piattaforme di musica in streaming, infatti, sono progettati per far sì che l’ascoltatore sia trattenuto in una “bolla” di musica del genere (o dei generi) che ama di più. Ne parla il New York Times, cercando di spiegare il successo di una particolare categoria di video che sta avendo una certa diffusione su YouTube e TikTok: le reazioni al primo ascolto (come quella di due adolescenti che per la prima volta ascoltano Phil Collins).