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Notizie in pillole sul digitale

La Gran Bretagna dirà addio al telefono fisso entro il 2025

Tar, ricorsi Amazon e Apple. È stata fissata per il 6 settembre davanti al Tar del Lazio l’udienza di discussione in camera di consiglio dei ricorsi proposti da Apple e Amazon per contestare l’avvio di una maxi istruttoria nei loro confronti da parte dell’Antitrust per una presunta intesa restrittiva della concorrenza.

Tesla, il sistema di guida autonoma nel mirino. La National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa), l’agenzia governativa statunitense che si occupa di sicurezza stradale, ha aperto un’indagine formale sul Tesla Autopilot. L’agenzia, in un comunicato pubblicato sul suo sito, ha rivelato che l’autopilot avrebbe difficoltà a riconoscere i veicoli in sosta d’emergenza.

Entro il 2025 non si utilizzeranno più telefoni fissi in Gran Bretagna. Stando a quanto riporta il Daily Mail, fautori del passaggio epocale sono le compagnie di telecomunicazione che, in tutto il Paese, mirano a favorire il passaggio alla telefonia mobile, anche grazie al 5G. I principali operatori offrono oramai canoni in abbonamento che non comprendono più le chiamate illimitate da un numero fisso ma solo il collegamento a internet domestico e, spesso, una scheda sim per lo smartphone, così da incrementare lo ‘switch’ verso il mobile.

Dal Cnr di Milano il super computer che batte Google. Un team di ricercatori coordinato da Enrico Prati dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifn) di Milano ha sviluppato un computer quantistico che supera la concorrenza di Google. Come si legge sulla rivista “Nature Communications Physics”, la possibilità di applicare l’intelligenza artificiale e il deep learning al compilatore, ha consentito di programmare un algoritmo che si adatta a qualsiasi computer quantistico basato su porte logiche.

Jeff Bezos fa causa alla Nasa. Blue Origin, la compagnia spaziale del fondatore di Amazon, ha portato la sua battaglia contro il programma lunare della NASA alla corte federale: al centro della questione c’è l’assegnazione dei fondi Artemis per la realizzazione del lander lunare al rivale SpaceX, giudicata un errore da parte di Blue Origin. La sfida di Blue Origin – scrive The Verge – potrebbe innescare un’altra pausa nel contratto di SpaceX e un nuovo lungo ritardo nella corsa della NASA per far atterrare astronauti sulla Luna entro il 2024.