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Notizie in pillole sul digitale

Intelligenza artificiale per “leggere” le emozioni: un mercato da 20 miliardi di dollari

I Governi dovrebbero intervenire per regolare l’uso (e il senso) dell’intelligenza artificiale. Questo il messaggio fortissimo lanciato nel rapporto annuale dell’AI Now Institute di New York e declinato in dodici raccomandazioni destinate a policy maker e aziende. Nel mirino l’uso indiscriminato degli algoritmi predittivi, la trasparenza delle “blackbox”, il proliferare di tecniche di riconoscimento del volto senza tutele per i cittadini. Preoccupa l’assenza di adeguate garanzie o strutture di responsabilità in settori quali l’assistenza sanitaria, l’istruzione, l’occupazione, la giustizia penale che stanno sperimentando l’uso dell’intelligenza artificiale. In particolare, spaventa l’uso dell’Ai per leggere le emozioni. Questo mercato vale 20 miliardi di dollari tra app che aiutano nei colloqui di lavoro e algoritmi che cercano di capire se un indiziato mente.

Google rivede la sua struttura fiscale e rimpatria la proprietà intellettuale negli Stati Uniti. A partire da quest’anno Alphabet, la controllante di Big G, non utilizzerà più lo schema noto come «doublé irish, dutch sandwich» che ha permesso per oltre un decennio a molti colossi americani di abbattere il carico fiscale sui profitti realizzati al di fuori degli Stati Uniti. Solo nel 2018, riporta Reuters, questo sistema, perfettamente lecito dal punto di vista legale, ha consentito a Google di spostare 21,8 miliardi di euro lungo il triangolo fiscale Paesi Bassi-Irlanda-Bermuda, dove nel 2017 erano passati 19,9 miliardi.

YouTube limiterà presto i dati che raccoglie sui video per bambini per conformarsi a uno stretto giro di vite federale sulla privacy. Il cambiamento, previsto per l’inizio di gennaio, implicherà che Alphabet, controllante di Google, non mostrerà più ads personalizzate sui video per bambini.

«Justin Bieber: Seasons», che debutterà in anteprima il 27 gennaio su YouTube, risulta essere l’acquisizione di contenuti originali più costosa: YouTube ha infatti sborsato 20 milioni di dollari per accaparrarsela, una cifra record di poco inferiore ai 25 milioni di dollari sborsati da Apple per il documentario su Billie Eilish, o ai 30 sborsati da Netflix per «Homecoming» di Beyoncé.

Saldi invernali: 8 volte su 10 i consumatori sceglieranno i negozi fisici. Secondo l’indagine Swg-Confesercenti il 33% degli acquisti dei saldi avverrà infatti in una grande catena o presso negozi brandizzati, seguiti da vicino dai negozi indipendenti, cui si rivolgeranno il 28% dei clienti. Il 22% sceglierà infine un outlet, mentre solo il 17%, invece, cercherà l’affare scontato sul web.