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Notizie in pillole sul digitale

Il Garante della Privacy a Facebook: agire subito

La tassa minima globale chiesta dagli Usa rende superflua la web tax. Gli Stati Uniti sono favorevoli alla riforma del fisco internazionale, ma non ad una nuova tassa digitale, soprattutto se le imposte digitali statali colpiscono il fatturato e non il reddito. Francia, Italia, India e un’altra mezza dozzina di Paesi restano sotto investigazione Section 301, che prevede sanzioni commerciali pesantissime.

Le piccole e medie imprese in rivolta contro Amazon negli Stati Uniti. L’associazione Small Business Rising (Sbr) ha lanciato una campagna di lobby per convincere il Congresso americano ad arginare il potere delle multinazionali. Le richieste alle autorità statunitensi sarebbero, in particolare, di procedere alla separazione dei monopoli, di vietare prassi anti­concorrenziali, di stabilire regole di equa competizione, di bloccare megafusioni e integrazioni verticali.

Il Garante della Privacy a Facebook: agire subito. Con riferimento ai dati di circa 36 milioni italiani, disponibili online a seguito di una violazione dei sistemi di Facebook, il Garante per la protezione dei dati personali ha chiesto al social network di rendere immediatamente disponibile un servizio che consenta a tutti gli utenti italiani di verificare se la propria numerazione telefonica o il proprio indirizzo mail siano stati interessati dalla violazione

Contatta un sicario sul dark web per sfregiare con l’acido l’ex fidanzata. È stato arrestato un 40enne lombardo grazie ad un’indagine della polizia postale, con la squadra mobile di Roma e l’Interpol, che hanno ricostruito i contatti sul dark web dell’uomo, esperto informatico e funzionario di una grande azienda. Sulla rete Tor ha contattato un sito del dark web, richiedendo a soggetti denominati ‘Assassins’, dietro pagamento di una cospicua somma in bitcoin, prestazioni finalizzate a provocarle lesioni gravissime.

Youtube annuncia un calo di contenuti proibiti sulla sua piattaforma. Infatti il sito sostiene che utilizzando un algoritmo, siano riusciti a controllare meglio gli argomenti contenuti nei video, molto più che utilizzando le segnalazioni degli utenti. Negli ultimi mesi del 2020, solo 18 su 10.000 visualizzazioni su YouTube riguardavano video che violano le policy della piattaforma.