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Notizie in pillole sul digitale

Green pass: in Francia sale domanda certificati falsi, +5000%

La legge Zan sul web. I risultati di un report realizzato in esclusiva per Il Giornale dalla piattaforma Human: sul web il 58,1% dei post pubblicati su questo argomento ha un sentiment negativo. L’analisi nell’ultimo mese ha mappato 21mila post e analizzato 17mila commenti, andando a intercettare il parere di ben 3,2 milioni di utenti su Facebook, Twitter e Instagram.

Budget, crisi e digitale le grandi sfide per i comunicatori. Il futuro dei comunicatori, in Italia e nel resto d’Europa, si divide tra fronteggiare potenziali crisi reputazionali, gestire budget più contenuti e misurarsi con un digitale abilitatore di opportunità. Questo emerge dall’indagine sulle professioni legate alla comunicazione, condotta dall’European Communication monitor 2021 e presentata dal Centro di ricerca Cecoms dell’Università Iulm. La ricerca coinvolge 40 Paesi in collaborazione con Euprera e Eacd e ha interrogato i professionisti sull’uso delle tecnologie e sulle sfide dei prossimi anni. Ufficio stampa, produzione dei contenuti, gestione delle crisi e creazione di campagne sono le attività principali per il 46,1% del campione, contro il 42,8% della media europea. Forte è la rilevanza delle funzioni di carattere gestionale: sono centrali per oltre il 34% degli italiani, contro il 24% dei colleghi europei. Le sfide sono legate all’attività di comunicazione per top manager e manager (24% contro il 19% della media europea), al link tra temi di comunicazione e di business (32% contro il 30%) e alla trasformazione digitale (il 35% contro il 21%). A prevalere c’è la preoccupazione di dover soddisfare le aspettative degli stakeholder con risorse limitate, un’ansia avvertita dal 42% dei comunicatori italiani contro il 24% dei colleghi del resto europei.

“Cronisti e oppositori spiati dai governi”. Alcuni Paesi usano il software Pegasus prodotto dalla società israeliana NSO Group nell’ambito della lotta contro il terrorismo. Le novità ­ secondo quanto sostengono Le Monde e altri 15 giornali legati alle ong Forbidden Stories e Amnesty International ­ sono essenzialmente due: 1) a usare in modo illegittimo il software Pegasus sono anche democrazie come Messico, India e l’Ungheria di Viktor Orbán; 2) queste violazioni non sono occasionali e sporadiche ma sistematiche e su larga scala. Potrebbe essere il caso di spionaggio digitale più grave dal 2013, quando Edward Snowden rivelò le pratiche illecite e globali dell’agenzia governativa americana Nsa.

L’hacker arriva nel weekend e si porta via sette miliardi l’anno. In particolare in Italia, dove ci sono poche grandi compagnie strutturate e una miriade di Pmi che hanno compiuto i loro percorsi di trasformazione 4.0 spesso trascurando l’aspetto della sicurezza. «Otto attacchi su dieci, a livello mondiale, sono di puro cyber crime», ricostruisce Gabriele Faggioli che è responsabile scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano, presidente del Clusit e ceo di Digital360. Gli attacchi censiti globalmente nel 2020 dall’Associazione italiana per la sicurezza informatica sono stati 1.871,156 gravi al mese, in crescita del 12% sull’anno precedente. Il 40% riguarda le grandi imprese.

Insulti su web, bastano gli indizi. Gli insulti su Facebook & co. scatta subito la diffamazione aggravata. Il reato commesso sui social network, in questo caso specifico riguardante alcune offese, infatti, può essere accertato dal giudice penale anche su base indiziaria. Non occorrono, cioè, specifiche indagini tecniche, per esempio sul cosiddetto indirizzo Ip (il codice numerico assegnato a ciascun dispositivo elettronico quando si connette), per ricondurre l’eventuale post diffamatorio all’imputato, essendo sufficiente che emergano, nel corso del giudizio, indizi gravi, precisi e concordanti a carico dello stesso. Lo ha stabilito la Corte di cassazione.

Fake news sul Covid: bastano 12 influencer per inquinare i social. Una “sporca dozzina” di “influencer” è responsabile del 65% della disinformazione sui vaccini in lingua inglese condivisa sui social. Lo dice il dossier pubblicato a marzo dal Center for Countering Digital Hate, drammaticamente tornato attuale nell’America dove la campagna vaccinale ormai stenta ­ le dosi non mancano, ma si è riusciti a immunizzare totalmente solo il 49 per cento della popolazione ­ e la variante Delta fa schizzare del 400% i positivi negli Stati più scettici. Si torna a puntare il dito sui propagatori di fake news, i 12, insieme ai social che non li silenziano: permettendogli di raggiungere, sfruttando i labirinti della rete, ben 58 milioni di utenti.

Ayayi e le altre l’influencer sono virtuali: il successo pure. Ayayi è una influencer virtuale nata a fine maggio in Cina. “Sono una persona digitale e sono qui per farti scoprire il metverse”. La citazione è del romanzo di Neal Stephenson SnowCrash del 1992, uno dei caposaldi della letteratura cyberpunk, dove per la prima volta viene citato il “metaverse” (e non “metverse” come invece lo chiama Ayayi), spazio condiviso del web dove il reale e l’artificiale convivono. Nel 2007 in Giappone è stata creata la cantante Hatsune Miku che due anni dopo si è anche esibita in un concerto sotto forma di ologramma, seguita più di recente da influencer come Shudu, Imma Gram e Lil Miquela che è attualmente la più popolare con oltre tre milioni di seguaci.

Green pass: in Francia sale domanda certificati falsi, +5000%. Aumenta la domanda di certificati falsi di vaccinazione e test negativi in Francia, dove il presidente Macron ha annunciato che il certificato di vaccinazione o un test negativo saranno obbligatori per entrare in ristoranti, cinema o eventi sportivi e culturali. Secondo la società di sicurezza Check Point Software Technologies, l’aumento è di circa il 5000% e crescono i canali di comunicazione su Telegram. Secondo l’azienda di cybersicurezza israeliana, ci sono diverse tendenze che si stanno delineando. La prima è che “un numero crescente di canali di comunicazione su Telegram stanno offrendo falsi certificati di vaccinazione e test negativi per il coronavirus”. Cresce, poi, “drammaticamente” il numero di utenti che si uniscono a gruppi con test e certificati fraudolenti“. Da poche centinaia di utenti, sono ora migliaia le persone ad essere in gruppi simili. Un gruppo francese, per esempio, ha già più di 7000 utenti.

Twitter chiuderà Fleets, le storie in stile Instagram. A partire dal 3 agosto non saranno più visibili su Twitter i Fleets, le storie della durata di 24 ore. L’esperimento, non riuscito, lascerà il posto agli Spaces, le chat audio nate a seguito del boom di download di Clubhouse, il social in cui si ascolta e si parla con gli altri utenti solo tramite voce. Fleets era il tentativo di Twitter di avvicinare il pubblico di Instagram con un formato simile alle Storie, a sua volta inventato da Snapchat, per consentire di pubblicare contenuti a scomparsa dopo un giorno.

Facebook lancia le ‘Soundmoji’, emoticon con l’audio. Facebook ha lanciato le Soundmoji su Messenger. Sono icone che integrano anche brevi clip audio, associati alle faccine più utilizzate dagli utenti. La novità, disponibile prima sulla versione iOS di Messenger e poi su Android, sarà rilasciata a livello globale entro le prossime settimane. Inizialmente ci saranno 27 Soundmoji, che verranno ampliate in futuro. Come spiega Facebook, le Soundmoji permettono agli utenti di inviare brevi clip audio in una chat su Messenger come applausi, grilli, rullo di tamburi, risate. Non mancheranno clip audio di artisti e serie TV, oltre che di vari film famosi. Per inviare una delle 27 icone sonore, basterà avviare una chat su Messenger e toccare la faccina sorridente.