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Notizie in pillole sul digitale

Coronavirus, attese di oltre 10 giorni per la spesa online. Crescono l’e-commerce (+17%) e i siti di informazione (+22%)

L’Italia ha un problema di reputazione? «Un articolo del New York Times di qualche giorno fa ha messo in dubbio la volontà degli italiani di obbedire le leggi e le norme, e in particolare quelle introdotte per fronteggiare l’epidemia del Covid-19. Ci meritiamo davvero questa reputazione? Recuperare velocemente il “capitale reputazionale” dell’Italia è indispensabile per conservare un posizionamento internazionale che sta venendo meno», scrivono Andrea Goldstein e Gloria Origgi sul Sole 24 Ore.

La quarantena ai tempi di Instagram. Si chiama Time Out Stay In ed è un progetto lanciato da Federica Porta, 25enne di Brescia, per sfidare i propri coetanei a restare in casa. «Ho pensato di diffondere notizie con fondamento scientifico, ma anche di lanciare una sorta di challenge per creare anche un po’ di intrattenimento per trascorrere il tempo a casa».

Intelligenza artificiale essa al servizio della sicurezza informatica. I fondatori di Darktrace, ex start-up oggi con 1.100 impiegati, valutata circa 2 miliardi di dollari hanno lanciato sul mercato un sistema immunitario virtuale, dedicato a qualsiasi impresa pubblica o privata con il naso sul web.

Covid 19, sale l’e-commerce. Dal 21 febbraio al 4 marzo, i volumi di transazioni per l’e-commerce sono cresciuti del +17% (dati: Triboo). Idem per le testate editoriali, che a gennaio-febbraio hanno segnato un incremento di oltre il 22% per utenti raggiunti e 21% per pagine viste. Intanto, le consegne dei supermercati stanno registrando picchi record: per molti di loro, il primo slot disponibile è tra 10 giorni.

Didattica online, i numeri cinesi. In Cina la chiusura delle scuole ha interessato 180 milioni di studenti e 600 mila docenti. In poco tempo è stata approntata una piattaforma di apprendimento online, col coinvolgimento di Huawei, Baidu e Alibaba per garantire il backup della piattaforma, fornire banda pari a 90 terabyte, 7 mila server e assicurare almeno 50 milioni di connessioni. «Perché non coinvolgere le big tech occidentali per supportare la didattica a distanza in Europa?» si chiede oggi Milano Finanza.