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Notizie in pillole sul digitale

Attacco al sito della Regione Lazio: gli hacker chiedono il riscatto

Attacco al sito della Regione Lazio: gli hacker chiedono il riscatto. La richiesta di riscatto è arrivata ieri sera. L’ultimo atto che ha completato l’attacco informatico ransomware alla Regione Lazio che, criptando dati anche di backup dopo aver clonato le credenziali di un amministratore di sistema, ha paralizzato le attività e i contatti di tutti gli uffici, soprattutto quelle di Lazio Crea (azienda informatica) e Salute Lazio, che gestiscono anche la campagna vaccinale, bloccando le prenotazioni (che fino a oggi hanno toccato punte di 60 mila al giorno) e rallentato le somministrazioni, proprio nel giorno in cui il governatore Nicola Zingaretti ha annunciato la copertura del 70% della popolazione target. Sarebbe stata colpita solo l’elaborazione dati e non la macchina nel suo complesso. Il sospetto è che alcuni gruppi no vax abbiano pagato dei criminali del web.

Le fabbriche degli influencer. Si chiamano Tiktoker House, sono nate negli Usa e ora sono sbarcate anche in Italia: case dove le celebrità del web vivono insieme e creano contenuti. Per far crescere il pubblico e aumentare i fatturati pubblicitari si fa gruppo.

Gli interventi nelle chat sono da considerare comunicazioni private. A pesare sulla legittimità delle sanzioni disciplinari irrogate dalle aziende per i commenti scritti dai lavoratori sui social network è soprattutto il giudizio di proporzionalità. Si tratta di una valutazione complessa che deve basarsi sul corretto bilanciamento di una serie di elementi oggettivi e soggettivi che vanno dalla gravità dell’addebito al contesto, fino all’intensità del “profilo intenzionale” del lavoratore. Così un’azienda di Firenze ha dovuto indennizzare il lavoratore con 12 mensilità, annullando il licenziamento irrogato per aver condiviso in una chat tra colleghi su WhatsApp messaggi vocali riferiti al superiore gerarchico e ad altri colleghi, con contenuti offensivi, denigratori, minatori e razzisti. Per la Corte di appello di Firenze, anche per le frasi a contenuto minaccioso, vale lo stesso principio di diritto secondo il quale prevale la segretezza della corrispondenza privata, che denota la non volontarietà del lavoratore di rendere pubbliche le frasi oggetto di contestazione (sentenza 125 del 12 febbraio 2021).

Facebook realizzerà un paio di occhiali Ray-Ban. Andrew Boswort, vicepresidente dei reality labs di Facebook, ha dichiarato a The Verge che l’azienda è sul punto di finalizzare la produzione di un paio di occhialini con EssilorLuxottica. “Vogliamo seriamente esplorare modi innovativi con cui le persone possono connettersi con amici e famigliari, vicini e lontani – ha detto il manager al sito – i gadget indossabili hanno il potenziale per farlo”. Stando alla fonte, si tratta di un approccio primordiale di Facebook a quelli che dovrebbero essere i futuri occhiali interamente di realtà aumentata. Il primo modello, costruito sulla base dei Ray-Ban e dal nome in codice ‘Project Aria’, potrebbe invece essere dotato solo di qualche sensore e una fotocamera, per scattare foto e registrare video da condividere direttamente sui social, senza passare per uno smartphone.