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Notizie in pillole sul digitale

Apple sta lavorando a un proprio motore di ricerca, scrive il Financial Times

Gli italiani navigano senza protezione. Dall’inizio della pandemia oltre la metà degli italiani (53%) ha acquistato un nuovo computer o un nuovo dispositivo tecnologico, ma meno di un terzo (31%) ci ha installato sopra un software di sicurezza. Lo dice l’ultima ricerca condotta da Opinion Matter per l’azienda di cybersecurity Avira.

Apple prepara il lancio del proprio motore di ricerca. La notizia data dal Financial Times è solo l’ultimo segnale in questa direzione. Due anni e mezzo fa, Apple aveva ‘assunto’ il capo della ricerca di Google, ora compaiono offerte di lavoro nella bacheca della Silicon Valley di ingegneri specializzati su motori di ricerca e gli ultimi test su iOS14 rivelano un minore traffico generato dai suggerimenti di Siri verso i server di Google. Secondo gli esperti informatici, scrive oggi Il Sole 24 Ore, sono tutti indizi che farebbero pensare che Apple stia davvero lavorando a un motore di ricerca alternativo a Google.

I Big Tech si difendono davanti al Senato Usa. I ceo di tre grandi compagnie (Facebook, Google e Twitter) hanno testimoniato davanti al comitato del Commercio del Senato degli Stati Uniti nel corso di un’audizione volta a esaminare il ruolo che le maggiori piattaforme svolgono nel moderare il dibattito politico.

Riparte la disinformazione filorussa. Servizi segreti e Copasir stanno analizzando una serie di tweet delle ultime ore per capire se dietro ci possa essere una regia unica che porta a Mosca. All’attenzione degli analisti anche alcuni filmati diffusi su Youtube. Le agenzie di intelligence temono una campagna di disinformazione come quella vista durante la prima ondata Covid-19. Nel mirino, ora, ci sarebbero Mattarella e il Governo, che secondo alcuni sarebbero gli autori mascherati delle proteste di piazza dei giorni scorsi.

La Francia ridisegna il settore audiovisivo. Il Governo francese studia una legge per obbligare le piattaforme americane on demand a investire il 20­25% dei loro ricavi in produzioni nazionali. Di contro, l’intenzione del governo sembra essere quella di allentare gli obblighi per le emittenti tv tradizionali in modo da riequilibrare i pesi tra queste ultime e i vari Netflix, Amazon Prime, Disney+ o Apple tv.

Google mette nel mirino i legislatori. Google sta pianificando una campagna aggressiva mirata a Thierry Breton, Commissario al mercato interno, e altri regolatori europei riguardo i loro piani per introdurre nuove leggi frenare il potere delle Big Tech. A renderlo noto è il Financial Times, che ha visionato un documento circolato internamente a Google.