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Notizie in pillole sul digitale

Apple e Google lancio il proprio sistema per il tracciamento dei contagi

Le trattative per TikTok si incartano sul nodo algoritmi. Secondo quanto riportato ieri dal Wall Street Journal, nelle trattative tra la casa madre del social network e la schiera dei potenziali acquirenti sarebbero sorti degli intoppi circa la possibilità di includere nell’affare anche gli algoritmi con cui l’applicazione seleziona ed indicizza i filmati da proporre agli utenti. Tali codici sono infatti considerati dagli esperti il vero fattore alla base del successo di TikTok e quindi rappresentano una componente fondamentale nella formulazione del prezzo di vendita per l’operazione.

Apple e Google lanciano il sistema tracciamento contagi. I due colossi tecnologici americani hanno annunciato l’inserimento di una nuova funzione nei sistemi operativi degli smartphone per consentire il cosiddetto contact tracing senza la necessità di un’applicazione dedicata.

Salta il bando recluta “spie” di Amazon, scrive La Verità. Il colosso americano dell’e-commerce ha pubblicato e poi cancellato due offerte di lavoro a Phoenix (in Arizona) come senior intelligence analyst e come intelligence analyst che, in termini di mansioni, prevedevano il monitoraggio delle «minacce sindacali contro l’azienda». La società aveva in particolare reso noto di attendersi che gli analisti si tenessero aggiornati su «argomenti importanti per Amazon, inclusi hate groups, iniziative politiche, questioni geopolitiche, terrorismo, forze dell’ordine e organizzazioni dei lavoratori».

Su Twitter tutti PazziPer… Repubblica, Domani, Internazionale e Scarp de’ Tenis. Esiste nei dintorni di Milano una cantina deumidificata apposta per conservare circa 4 mila copie di giornali differenti, italiani e stranieri. È la collezione privata di uno dei profili online che stanno maggiormente spopolando soprattutto su Twitter: si tratta dei sempre più numerosi account dedicati a singoli giornali come PazzoPerRepubblica.

La battaglia per lo stress da lavoro. Circa un migliaio di dipendenti di Facebook nel 2018 hanno fatto una causa collettiva dopo aver accusato depressione, disturbi da shock postraumatico, ansia e insonnia. Dopo due anni di resistenza il colosso di Mountain View ha firmato un accordo da 50 milioni di dollari per coprire gli indennizzi ai singoli revisori e introdurre dei rimedi per lenire lo stress da lavoro. Un tentativo simile verrà a breve fatto da lavoratori delle Poste contro l’Inail, l’Istituto pubblico che in Italia svolge il compito di assicurazione per il lavoro, pagando gli infortuni e le malattie professionali. Postini, sportellisti e promotori di Poste italiane sono sul piede di guerra con l’obiettivo di vedersi riconosciuta come malattia professionale lo stress da lavoro collegato. Poste non ha voluto commentare con Fortune Italia.