Chi Siamo

Servizi

Executive Reputation

Consulenza

Strumenti

News

Contatti

Reputation Manager?>

Notizie in pillole sul digitale

Amazon, colosso a caccia di mezzi di trasporto

Sos, il mondo senza navi e container. Bloccando il porto di Ningbo, perché un suo lavoratore è risultato positivo al tampone, la Cina mostra mano ferma contro il Covid, ma paralizza uno dei suoi maggiori scali. Le conseguenze sono lo schizzare del costo del trasporto via mare e rischi per le distribuzioni di Natale. Da un anno il commercio internazionale si è rimesso in moto ad un ritmo che la logistica non riesce a seguire. Non ci sono abbastanza navi, né container e questo fa aumentare i noli. Il costo dell’invio di un container dalla Cina al Mediterraneo è passato in un anno, secondo l’indice Fbx, da 1.767 a 12.301 dollari, +600%. Dal Mediterraneo alla Cina, l’Fbx è salito da 986 a 1.528 dollari.

Amazon, colosso a caccia di mezzi di trasporto. In Italia, oltre che con Poste Italiane, Amazon lavora praticamente con tutti i corrieri privati (da Dhl a Ups) presenti a livello nazionale, e anche con quelli locali per coprire le ultime tratte. Per soddisfare la propria fame di mezzi, però, ha anche avviato un programma per sostenere i nuovi imprenditori (un fondo specifico è destinato alle sole donne) nel settore del trasporto. Chi vuole avviare un’azienda di consegne può ricevere un sostegno finanziario e assistenza nella gestione. Il reticolo di camion e furgoni serve da sistema circolatorio per i punti d’appoggio che la società ha ormai sparso per la penisola: sei centri di distribuzione (a cui se ne aggiungono due urbani per i prodotti freschi e le consegne iperveloci) e alcuni depositi.

Facebook sfida Amazon: scatta e compra. I social network stanno costruendo i loro centri commerciali ed il motivo è noto: la pubblicità online continua a dare soddisfazioni, e questa estate ha permesso a Facebook di entrare nel club delle aziende da mille miliardi di dollari di capitalizzazione. Sul piatto c’è una torta da 50 miliardi di dollari all’anno entro il 2023, solo negli Stati Uniti, e gli aspiranti social­-Amazon sono svariati: da TikTok, che ha testato la possibilità di fare acquisti durante i live streaming con Walmart, a Youtube e Twitter, con funzionalità di acquisto diretto nei video e sui profili. Facebook ha due frecce al suo arco: il portafoglio digitale Novi, che sarebbe pronto al debutto, anche se non è ancora chiaro se conterrà o meno la valuta proprietaria Diem (già Libra); e l’intelligenza artificiale del sistema GrokNet.

Senza vaccino 200mila cinquantenni “Elenchi spariti per l’attacco hacker“. Sono 200mila nel Lazio i cittadini tra i 50 e i 59 anni senza vaccino anti Covid. Lo zoccolo duro no vax che i medici di famiglia devono contattare e provare a convincere. Ed è questo il punto: per il momento non si può, perché da quando il 1 agosto c’è stato l’attacco hacker al sistema informatico del Lazio i medici di base non hanno più accesso all’elenco dei pazienti vaccinati.

Passa legge sulla privacy, Big tech cinesi giù. Come da programma, il Comitato permanente del Congresso Nazionale del Popolo Cinese ha approvato la prima storica legge sulla privacy della storia della Cina. Entra in vigore il 1° novembre ma, da subito, ha penalizzato le Big Tech cinesi, le più esposte alla stretta sul controllo dei dati personali dei cittadini. Sanzioni pesanti, ritiro di licenze per chi non si allinea e continua a sfruttare commercialmente (o per altri fini) i dati sensibili. Un divieto che vale per tutte le società, incluse quelle straniere in Cina e all’estero, cinesi e non, destinatarie di dati personali. L’indice Hang Seng ha chiuso una settimana nera perdendo un altro 1,84%: un risultato che spinge la borsa di Hong Kong, tecnicamente, in zona Orso, dal momento che ha registrato un calo del 20% dai massimi di febbraio.

Giornalisti nella lista nera: i social coprono gli attivisti. Mentre cercavano un giornalista che lavora per l’emittente tedesca Deutsche Welle, i Talebani hanno ucciso un membro della sua famiglia e ne hanno ferito gravemente un altro. L’identità del giornalista, che ora risiede in Germania, non è stata specificata. Altri suoi parenti sono riusciti a fuggire, mentre i Talebani andavano di porta in porta per cercarlo. “Un omicidio incredibilmente tragico che mostra il grande pericolo in cui si trovano i nostri dipendenti e le loro famiglie in Afghanistan”, ha commentato il direttore di Deutsche Welle, Peter Limbourg. Per tutelare la società civile afghana, i social media hanno attivato dei meccanismi per impedire ai Talebani di accedere alle informazioni degli utenti. Non sarà più possibile consultare l’elenco degli amici su Facebook e dei contatti su Linkedin in Afghanistan. Diventerà così più difficile risalire alle reti degli attivisti. E si potrà chiudere temporaneamente l’account con un click, in modo che nessuno possa vedere i post e le foto. È sui social media ­- inclusi Instagram e Twitter ­- che molti cercano il modo per scappare.