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Top Manager Reputation: Remo Ruffini (Moncler), Alberto Bombassei (Brembo) e Roberto Colaninno (Piaggio): il Made in Italy fa volare la loro web reputation

Milano, 21 dicembre 2017 – È il “Made in Italy” il motore che guida i movimenti in classifica più interessanti di TOP Manager Reputation, l’osservatorio permanente realizzato da Reputation Manager, che ogni mese monitora la reputazione online delle figure apicali delle principali aziende italiane. La graduatoria prende in esame i canali del Web 1.0 (news e menzioni), quelli sul Web 2.0 (blog, social network) e l’evoluzione storica, calcolando per ogni contenuto l’apporto reputazionale in termini sia quantitativi (volumi) che qualitativi (valori).

È Remo Ruffini il top manager che scala la classifica con un balzo in avanti di 9 posizioni, e si piazza 5° con 56,8 punti grazie alla crescita dei ricavi a doppia cifra anche nel terzo trimestre, frutto della nuova Moncler pensata e progettata dal suo Amministratore Delegato e Presidente. “L’aver rilanciato il marchio a livello internazionale e aver creato, in meno di 10 anni, uno dei più importanti gruppi italiani della moda, attraverso una continua ricerca dell’eccellenza contribuendo ad esportare il prestigio del made in Italy nel mondo” sono appunto le motivazioni che hanno portato ad incoronare Ruffini come L’Imprenditore dell’Anno® 2017.

È sempre l’italianità a muovere l’avanzamento nella graduatoria di Alberto Bombassei (Brembo) che sale di due posizioni posizionandosi 11° con 51,7. Il Presidente dell’azienda leader mondiale degli impianti frenanti a disco per veicoli ha ricevuto il premio di “Azienda Familiare del 2017” e dichiarazioni di stima dal Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che lo indica come il “padre nobile dell’industria italiana. Un industriale, un uomo che, nella sua discrezione, concretezza e serietà, ha puntato sull’industria 4.0, credendoci fattivamente. Grazie Alberto” conclude Boccia.

Simbolo inequivocabile di italianità nel mondo è invece la nuova Vespa elettrica presentata da Roberto Colaninno, Presidente e Amministratore Delegato di Piaggio, definita da lui stesso “un gioiello della tecnica italiana, tutto italiano, tutto fatto in casa, per questo è bello, funziona bene ed è innovativo. Qui c’è tutto il genio italiano. In un oggetto di questo genere è racchiuso il futuro del nostro pianeta”. Il legame indissolubile del marchio Piaggio alla storia e cultura italiana, unito ai dati trimestrali in crescita dell’azienda, fanno cosi salire di 12 posizioni il top manager, che questo mese raggiunge la 26ª posizione, con uno score di 47,1.

“Trasformare la velocità del cambiamento sociale ed economico, tipico di questo momento storico, in vantaggio innovativo per le aziende, i lavoratori e l’economia, rappresenta la sfida più grande che i Top Manager alla guida delle principali aziende italiane sono chiamati a vincere” dichiara Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager.

Il podio – Sergio Marchionne continua a mantenersi saldo alla guida della classifica, con un punteggio di 78,5. La scelta “dello spostamento della produzione sul segmento premium, previsto dall’ultimo piano industriale, funziona e consente al gruppo margini più ampi” commentano gli analisti. Quindi la strategia del numero uno di FCA porta i suoi frutti ai conti del gruppo ed è l’asset su cui punta per raggiungere i prossimi obiettivi. Anche le buone performance finanziarie della Ferrari, e le dichiarazioni sul futuro dei mondiali di Formula1, che secondo il top manager non deve snaturarsi per fini commerciali, consolidano la sua reputazione, che risulta vincente su più fronti contemporaneamente.

A sei punti di distanza si piazza Urbano Cairo (72,5), che continua la sua opera di risanamento dei conti di RCS, “Rcs: torna l’utile nei primi nove mesi”, si legge online. Oltre alle sue abilità economiche finanziarie, la reputazione di Urbano Cairo si basa su intuizioni che anticipano i tempi, e che investono sull’arte e sulle nuove generazioni. Ne è un esempio l’istituzione del Premio Cairo, dedicato ai giovani artisti sotto i 40 anni, che arriva quest’anno alla sua diciottesima edizione, “Art Frieze di Londra ne ha appena compiuti 15” commentano i giornali online.

La sua reputazione sembra basata sulla parola/concetto di “cura” spesso associata al super manager e declinata in base al settore di cui si occupa. Si passa dalla “cura Cairo per risanare i conti di RCS o di La7” alla cura per la creazione di un modello di calcio vincente e moderno, proposta durante il ricevimento del premio “Hall of fame”. Insomma di Urbano Cairo, oltre che del manager sono evidenti gli aspetti dell’uomo comune, che si è fatto da solo e che si fa guidare dal buonsenso.

Sale di una posizione e si classifica terzo con 61,9 Claudio Descalzi. La reputazione online dell’Amministratore Delegato di Eni, questo mese beneficia sicuramente della chiusura del “terzo trimestre dell’anno con risultati in utile contro le perdite registrate un anno fa” frutto “del nuovo assetto industriale ottimizzato in grado di cogliere le opportunità di crescita del mercato”. La strategia innovativa messa a punto dai vertici dell’azienda del cane a sei zampe, continua a puntare sull’energia green investendo 4 miliardi, come annunciato durante la visita del Premier Gentiloni allo stabilimento di Venezia “primo esempio al mondo di riconversione di un impianto tradizionale”. Una strategia, quella dell’energia green e della riconversione, che fa bene all’ambiente (riducendo le emissioni) e punta a riqualificare e rilanciare gli stabilimenti, evitando la chiusura e la perdita di posti di lavoro.

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