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Marchionne riconquista la vetta della classifica, Cairo scende in seconda posizione. Medaglia di bronzo per Descalzi

Milano, 18 settembre 2017 – Ribaltone al vertice di Manager nel Web, la classifica realizzata da Reputation Manager, in cui torna in prima posizione Sergio Marchionne, che scalza dalla vetta l’editore Urbano Cairo, sceso in secondaSi piazza invece terzo l’AD di Eni, Claudio Descalzi.

“La situazione politica attuale, l’innovazione e i risultati in Borsa sono stati il motore che ha guidato i movimenti in classifica. Le attività dei Top Manager e gli equilibri politici non sono mai stati così intrecciati. Oggi, spesso, sono proprio queste grandi figure imprenditoriali a colmare la distanza tra lo Stato e i cittadini” dichiara Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager.

IL PODIO

Sergio Marchionne effettua il sorpasso di Urbano Cairo e vola in testa alla classifica con un punteggio di 74,6. Aver trasformato “un’azienda decotta in un boccone appetibile” ha fatto decollare la sua web reputation, come dimostrano i risultati finanziari di FCA, i progetti per il futuro del gruppo (inizio produzione di modelli elettrici con Maserati e produzione di un nuovo crossover targato Ferrari) e il secondo posto di Vettel al GP d’Austria. Le voci – puntualmente smentite dal diretto interessato – di una possibile discesa in politica del manager a capo del Centro Destra, hanno inoltre animato il dibattito estivo sul web. Di seguito alcuni estratti di news rappresentative degli argomenti rilevanti per la sua web identity:

  • Fiat Chrysler Automobiles ha chiuso il secondo trimestre 2017 con un utile netto più che triplicato rispetto allo stesso periodo del 2016 a 1,15 miliardi di euro”.
  • Come Marchionne ha trasformato Fca in un boccone appetibile. Nel 2005 Gm pagava per non acquisire un’azienda decotta. Ora dopo la cura dell’amministratore delegato esistono compratori veri”.
  • “No al Suv, sì a un crossover dirompente. Marchionne ha sempre smentito l’ipotesi di una Suv Ferrari e ha ribadito il concetto in questa occasione, dando però allo stesso tempo credito alle voci circa un progetto totalmente inedito, che porterebbe il marchio italiano verso un nuovo target di clientela.”
  • “Importante invece l’annuncio della nuova apertura del Gruppo verso l’elettrificazione. Toccherà proprio a Maserati il ruolo di apripista, che comincerà a produrre modelli elettrici a partire dal 2019“.
  • “Berlusconi: “Marchionne per il centrodestra” Oggi ci vogliono persone così, tra poco gli scade il contratto e…”.

Urbano Cairo, scende di una posizione con un punteggio di 72,6 a causa soprattutto della diminuzione del volume di contenuti che lo vedono protagonista, dovuto probabilmente alla pausa estiva. In primo piano per la sua identità digitale:

  • Il primo utile semestrale raggiunto dal 2008: “Un anno di cura dimagrante firmata Urbano Cairo ribalta i conti di Rcs”.
  • La firma del contratto per l’affitto dello stadio Filadelfia che il Torino calcio potrà usare per i prossimi 20 anni.
  • La presentazione delle novità del palinsesto di La7, che prevede l’arrivo di Massimo Giletti (dopo un polemico addio alla Rai), Corrado Guzzanti e il team di Gazebo. Grazie a questi nuovi nomi e a quelli già consolidati La7 si posiziona come “la rete generalista che sale di più, con un incremento del 6% rispetto all’anno scorso”

Guadagna una posizione aggiudicandosi la medaglia di bronzo Claudio Descalzi (65,9). I motivi di questa crescita reputazionale oltre ad essere il riflesso delle buone perfomance finanziarie di Eni, dei piani di sviluppo futuri (trasformare l’azienda petrolifera in leader della chimica verde) sono legati al nuovo ruolo che la società del cane a sei zampe sta ricoprendo in Italia, definita dal presidente Mattarella: “Il motore degli interessi strategici dell’Italia nel mondo”. Quest’importanza è frutto sicuramente della trasformazione strategica che Descalzi sta promuovendo all’interno dell’azienda e che lega ormai le sorti di Eni alle sorti del Paese. Un legame sottolineato anche dai commenti dei giornalisti e dallo stesso supermanager che ha fatto una vera e propria dichiarazione di fiducia nei confronti del popolo italiano: “Credo moltissimo nell’Italia e lo dicono le scelte che stiamo facendo” dichiara. Dopo molti anni e grazie soprattutto alla visione innovativa di Descalzi, l’Eni torna a rappresentare uno dei volani dell’economia italiana.

IN SALITA

Due i manager in classifica che guadagnano tre posizioni rispetto mese precedente:

  • Remo Ruffini, che si posiziona 8° grazie a contenuti digitali che riguardano principalmente il successo in Borsa del marchio:
    • “Fra aprile e giugno le vendite del marchio di capispalla (e non solo) di alta gamma sono salite del 20%, ancora più che da gennaio a marzo e il semestre si è chiuso a 407,6 milioni (+18%)”.
    • “Remo Ruffini solitamente non si sbilancia nel commentare i dati di Moncler, di cui è presidente e amministratore delegato. Ma questa volta l’ha sottolineato con forza: «Siamo al quattordicesimo trimestre di crescita consecutiva a doppia cifra”.
  • Ennio Doris, che si posiziona 10° grazie soprattutto all’innovazione tecnologica (Apple Pay per i clienti Mediolanum) e al lancio dei Pir per le piccole e medie imprese:
  • “Oggi si traccia un solco nella storia della tecnologia – ha dichiarato Ennio Doris, presidente di Banca Mediolanum – la cui fruizione diviene così semplice da cambiare tutte le nostre abitudini. Basta il proprio iPhone, nient’altro. Sono orgoglioso che Banca Mediolanum possa offrire Apple Pay e il mio ritorno in pubblicità insieme a Massimo vuole sottolineare l’importanza di questo momento topico e vuole dare il via a questa nuova era, in cui la tecnologia rende di immediato utilizzo i servizi per tutti i nostri clienti”.
  •  “Ennio Doris è un entusiasta di natura. Ed è un innovatore. Non avrebbe creato un impero da 5,5 miliardi se non fosse stato così. In questi mesi sta concentrando il suo entusiasmo su un acronimo: «Pir», sigla per Piani individuali di risparmio, cioè i nuovi fondi d’investimento a tassazione agevolata da non più di 30 mila euro l’anno a persona e fino a 150 mila in cinque anni, che devono investire per almeno il 70% in piccole e medie imprese.”
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