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La reputazione di Zuckerberg: prima e dopo lo scandalo Cambridge Analytica

Milano, 12 aprile 2018 – La vicenda di Cambridge Analytica ha colpito duramente la reputazione di Facebook e del suo ideatore, Marck Zuckerberg, suscitando grande interesse e coinvolgimento da parte di giornalisti, comunicatori e legislatori di tutto il mondo. Sono numerosi i commenti online degli internauti che esprimono il proprio parere sulla vicenda. Ma come era il parere del web su Zuckerberg e sul suo Social Network blu prima che esplodesse lo scandalo di Cambridge Analytica? Reputation Manager, principale istituto italiano nell’analisi e gestione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, ha monitorato le conversazioni online prima e dopo l’evento – da novembre 2015 a marzo 2018 – per capire il sentiment del web e analizzare le tematiche più discusse in Rete.

Il sentiment delle conversazioni: Se prima dell’evento, le conversazioni online su Zuckerberg esprimevano un sentiment positivo (75% positivo a fronte di un 25% negativo) dallo scandalo di Cambridge Analytica ad oggi, il sentiment delle conversazioni è notevolmente peggiorato, con le negatività che hanno raggiunto l’81% e le positività scese al 19%.

Le tematiche più dibattute da Cambridge Analytica ad oggi:

L’81% degli articoli e dei commenti online risultano essere negativi. Molti utenti del web, dopo lo scandalo di Cambridge Analytica vogliono la cancellazione del loro account personale da Facebook. Alcuni attivisti hanno lanciato su Twitter la campagna #deletefacebook e l’hashtag si trova spesso anche nei commenti del web. Inoltre sono numerosi gli internauti che non credono alle scuse che Mr. Facebook ha fatto subito dopo lo scandalo.  Spesso nei commenti si legge “I don’t belive him” o “apology not accepted”. Tra i vari commenti del web ce ne sono alcuni particolarmente negativi che accusano Zuckerberg di essere una specie di “ragazzo robot privo di emozioni”. Infine dilagano online i commenti degli internauti che chiedono o propongono soluzioni alternative per evitare di lasciare i dati personali nelle mani delle multinazionali per essere profilati allo scopo di promuovere questo o quel prodotto. Il 19% del web invece difende Zuckerberg sia accusando quegli utenti poco accorti che inconsapevolmente regalano i propri dati alle multinazionali sia affermando che i media “Stanno facendo un casino esagerato” per questa vicenda.

Le tematiche più dibattute prima di Cambridge Analytica:

Il 75% degli articoli e dei commenti online risultano essere neutri e positvi e riguardano in particolar modo la vita privata di Marck Zuckerberg. Dal rapporto con la moglie a quello con Beast (il suo cane), dalla sua ideologia religiosa a quella politica fino ad arrivare al suo stipendio o al suo outfit poco elegante e sempre uguale caratterizzato dalla classica t-shirt grigia. Il 25% dei contenuti online invece sono negativi e riguardano vari argomenti: dalla realizzazione grafica di David Moretti per Wired che raffigura il volto dell’ideatore di Facebook pieno di lividi, graffi e cerotti, alla polemica tra Mr.Facebook e i cittadini hawaiani per l’appropriazione di alcuni acri di terra nell’isola Kauai, arrivando fino allo scandalo dei gemelli Winklevoss. Interessante notare come anche prima dello scandalo di Cambridge Analytica il creatore del Social Network blu non risultasse particolarmente “simpatico”. “Boicottare FB, non iscriversi e farlo fallire…. il mio sogno utopico”, “I grandi nerd (Zuckerberg, Steve Jobs, Casaleggio….) non sono mai stati propriamente dei campioni di empatia”, “Il tipo emana antipatia da tutti i pori, al di là delle sue intelligenze e ricchezze. E che tristezza lui e tutti quelli che condividono foto private con sconosciuti, per esibizionismo, narcisismo, insicurezza, bisogno di conferme, vanità” – sono solo alcuni dei commenti negativi che si trovano all’interno del web.

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