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BPER è la banca italiana con la miglior web reputation, seguita da BPM e Cariparma

Milano, 29 maggio 2016 – Bper è la banca italiana con la migliore web reputation, seguita da Banca Popolare di Milano e, in terza posizione, da Cariparma. Anche in conseguenza di recenti vicende che le hanno interessate, nelle ultime tre posizioni troviamo invece Ubi Banca, Monte dei Paschi di Siena e Banca Popolare di Vicenza. Sono i principali risultati che emergono dalla ricerca realizzata da Reputation Manager, principale istituto italiano nell’analisi e misurazione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, e Be Media, società di comunicazione specializzata in media relation, tradizionali e online. La ricerca è stata realizzata con l’obiettivo di analizzare la web reputation dei principali 10 istituti di credito italiani, (sulla base della classifica 2015 stilata annualmente da Mediobanca), durante il secondo semestre del 2016. Le banche oggetto di analisi sono state Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Banco Popolare, Ubi, Bper, Cariparma Credit Agricole, Banca Popolare di Vicenza e Banca Popolare di Milano. Per quanto riguarda l’analisi web, sono stati analizzati circa 4mila contenuti indicizzati dai motori di ricerca, prendendo in considerazione ogni tipo di canale: blog, forum, testate giornalistiche, siti di news, portali tematici, ecc. Per ogni contenuto è stato calcolato il valore dell’impatto reputazionale sul web. Per quanto riguarda l’analisi social, sono state invece analizzate e confrontate le pagine Facebook delle stesse (per Banco Popolare e Banca Popolare di Milano, è stata analizzata la Fanpage nata dalla fusione dei due istituti, avvenuta a fine 2016). “Per analizzare un mondo così complesso come l’ecosistema delle banche e definirne degli indici reputazionali abbiamo utilizzato una metrica avanzata che prende in considerazione ogni singolo link pesandolo secondo un indice che considera più di 10 parametri e si esprime attraverso l’unità di misura “R” spiega Andrea Barchiesi, fondatore e amministratore delagato di Reputation Manager “Può sorprendere scoprire che una piccola banca territoriale abbia una web reputation migliore di quella dei grandi colossi bancari, spiega Barchiesi, ma la classifica si basa non sul volume dei contenuti bensì sulla loro qualità. Ecco perché, se i contenuti online sono quantitativamente inferiori ma prevalentemente positivi, in termini di web reputation hanno comunque un peso maggiore rispetto a volumi più elevati ma sia positivi sia negativi, che di fatto si annullano”, ha concluso Barchiesi. “Come nel caso di Bper, investire in tecnologia e offrire servizi evoluti paga in termini di reputazione poiché si trasmette l’immagine di una banca al passo con i tempi”, dichiara Alberto Murer, partner di Be Media “Le banche del territorio sono sentite più vicine dagli utenti, sia in positivo sia in negativo. Infatti in testa alla classifica ci sono, Bper, BPM e Cariparma così come le ultime tre sono UBI, Monte dei Paschi e Banca Popolare di Vicenza: le banche devono imparare a presidiare anche il “territorio” online per valorizzare al massimo le loro iniziative e creare un engagment sempre più diretto e che punti alla fidelizzazione dei clienti”.

Il podio – Con un indice reputazionale (R) pari a 2.923 e un 94% di sentiment positivo, Bper banca è l’istituto che guida la classifica di Reputation Manager. Tra le tematiche che hanno contribuito a questo risultato la nomina di Luigi Odorici a presidente, la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza al fondo Algebris, l’accordo con Amazon per lo sviluppo di servizi sia bancari che legati all’e-commerce e il lancio del primo braccialetto per i pagamenti elettronici, Wristband Fly Buy. Seconda posizione per Banca Popolare di Milano, con un indice reputazionale pari a 1.411 e contenuti positivi per oltre il 60%. Ovviamente, tra i contenuti che hanno consentito a BPM di posizionarsi al secondo posto, il via libera alla fusione con il Banco Popolare e l’accordo raggiunto in merito a esuberi e assunzioni. Terza posizione per Cariparma, che grazie anche alla crescita dell’utile, all’ottenimento dell’Oscar di Bilancio e il rebranding del gruppo, ha totalizzato un indice reputazionale pari a 1.312 e contenuti positivi pari al 99% del totale. Nella parte centrale della classifica troviamo Unicredit (indice R + 1.245e oltre il 65% di contenuti positivi), Banco Popolare (indice R + 1.067), Intesa Sanpaolo (R: +925 85% di contenuti positivi) e Bnl (R: +416).

In basso alla classifica, al settimo posto, troviamo Ubi Banca, con un indice reputazionale di -1.310 punti e poco meno del 40% di contenuti con sentiment negativo. A seguire il Monte dei Paschi di Siena (indice reputazionale – 3.497 e 57% di contenuti negativi), che sconta senza dubbio l’essere stata per lungo tempo al centro di vicende di carattere negativo e, in decima posizione troviamo la Banca Popolare di Vicenza. L’istituto veneto, con indice reputazionale pari a -6.119, oltre l’80% di contenuti negativi e nessun commento pienamente positivo, sconta le vicende legate in particolare alla sanzione Antitrust da 4 milioni per pratica commerciale scorretta e l’intenzione di molti risparmiatori di fare causa. Se analizziamo i principali canali in cui sono state rilevate le conversazioni, vediamo che la più alta concentrazione di conversazioni è stata registrata all’interno di testate giornalistiche (59,5%), portali tematici (15,8%), siti di news (14,9%) e, a seguire, siti di enti e associazioni o siti aziendali. Tra i domini più attivi, quelli di testate giornalistiche. In primis, Milanofinanza.it, seguita da lastampa.it, repubblica.it, corriere.it e ilfattoquotidiano.it, dove sono stati riscontrati il maggior numero di contenuti lesivi.

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